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Este campo de detenidos


Estadio Nacional

Se trata de la primera investigación periodística en profundidad, acerca de los hechos ocurridos entre septiembre y noviembre de 1973 cuando el Estadio Nacional de Chile sirvió como centro de detenidos políticos. Más de doce mil personas pasaron por allí sin cargos ni procesos. Gran parte fue torturada. El documental reconstruye a través del testimonio de más de 30 testigos, - ex prisioneros, sacerdotes, militares, periodistas, enfermeras, vecinos, etc. -, quienes recorren el recinto y sus recuerdos, la historia de esos días. Muchos de los lugares donde ocurrieron esas narraciones siguen intactos. El trabajo cuenta además con una completo archivo de imágenes de la época obtenido luego de una exhaustiva investigación de prensa. Se trata de fotografías inéditas y filmaciones únicas nunca antes vistas en Chile. Así además se da una precisa cronología de los principales eventos vividos dentro del estadio". A lo menos siete mil personas fueron torturadas impunemente a la vista de todo el pais que guardo. por miedo, un terrorifico silencio. este documental realizado 30 años despues, es la primera investigacion periodistica que entrega una cronologia exacta de estos hechos y una exhaustiva recopilacion de material de archivo histórico. 

2001 | Regia di Carmen Luz Parot | Schede: 01-02 | Trailer | Film: 01-02
Contesto: 01-02
Vedi anche: Eupallog Storie - Calendario

In memoriam


Una bomba a grappolo ha ucciso in Siria dieci bambini che stavano giocando a calcio
BBC, 26 novembre 2012

Allarme rosa


La "Gazzetta dello Sport", così come il "Corriere della Sera", rappresentano due fiori all'occhiello del patrimonio culturale del paese: ne hanno narrato, e contribuito a fare, la storia dell'ultimo secolo e mezzo.

Negli ultimi anni sono finiti anch'essi in mano a speculatori finanziari e turbo-manager del capitalismo selvaggio più rozzo, incolto e sfacciato: quello che ha precipitato l'Occidente nella drammatica crisi epocale di cui siamo vittime.

I giornalisti della "Gazza" denunciano con molto chiarezza quanto sta accadendo e il rischio che stiamo correndo, noi con loro, di perdere un'architrave importante dell'informazione qualificata e della memoria sportiva del nostro paese.

Inter Campus


Massimo Moratti
"Quando l'Inter diventa un grande amico"
La Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite e UNOSDP (United Nations on Sport for Development and Peace), in collaborazione con UNICEF, hanno invitato Inter Campus a presentare la propria attività sociale nel mondo all'ONU il 28 Novembre 2012

1997 | Il progetto Inter Campus | Il libro | L'Inter all'ONU

Grazie Maggie!


Anthony Clavane
What Thatcher did for football: How a new generation of sports writers have embraced politics
Margaret Thatcher hated football - and sport in general - but her legacy to the game was to turn a generation of sports writers, who had previously dodged any analysis of their sports' significance, onto politics.

The great irony is that, up until the Thatcher era, sport had acted, by and large, as a bulwark against incisive analysis of its own political significance. The mantra adopted by right and left alike was: “Keep politics out of sport.” When Thatcher broke this golden rule by calling for a British boycott of the Moscow Olympics in 1980, following the Soviet invasion of Afghanistan, it opened the floodgates. [...] Sports writing before Thatcher had usually turned its nose up at politics. So it would be no exaggeration to describe the keen interest of the new generation of writers, bordering at times on obsession, as a profound change.

"New Statesman", 22 August 2013

La Milano che non c'è più


La vendita a un imprenditore thailandese dell'Internazionale FC da parte di Massimo Moratti segna la fine di un'epoca, non solo per la società e i suoi tifosi, ma anche per l'identità della città. Qui una serie di riflessioni apparse sui giornali.

Maurizio Crippa
Notturno nerazzurro
"Una certa Milano. Non la “Milano che non c’è più” che ci ammorba di nostalgia da cartolina (e il Derby e la nebbia e il Gaber e Jannacci, gran milanista ad ogni buon conto), non la Milano delle fabbriche, di “io dell’Inter, lei del Milan”. No, finisce (inizia a finire) anche una Milano più recente, quella che negli ultimi decenni è stata il palcoscenico di un altro tycoon, ma brianzolo, che l’ha trasformata con le televisioni e la pubblicità, la grande distribuzione e tutto il resto, fino a tirarle fuori dalle budella pure un’anima politica. Mentre dall’altra parte, ma pur sempre dentro la stessa ricchezza affluente e antropologica da happy hour, inseguiva la Milano progressista, radical chic, di Gino Strada e di Gino & Michele, di Salvatores e della Smemoranda, delle Storie tese di Elio e di don Colmegna. La Milano insomma che ha sempre amato i Moratti, il Massimo petroliere e sua moglie Milli, la pasionaria  ecologista che gira in bici e a Palazzo Marino faceva battaglie sullo sviluppo sostenibile della città, contro l’algida cognata Letizia. La Milano dell’Inter è stata lo specchio rovesciato della Milano di Berlusconi, nel suo quarto di secolo trionfale contrapposto in un derby eterno all’altra città, quella piena di buona coscienza e nevrotica come i colori della notte. Le due squadre di Milano sono state lo specchio di due Italie".
"Il Foglio", 27 luglio 2013

Beppe Severgnini
Cedere o non cedere: il dilemma sentimentale di Amleto Moratti
"I Moratti, infatti, hanno rappresentato la quintessenza della milanesità calcistica. Massimo, petroliere sognatore, e Milly, ambientalista realista: che fantastico ossimoro familiare, che attaccamento alla squadra. 1995-2013: lunghe attese, grandi successi, qualche bruciante delusione e alcune difficoltà di gestione. L'Inter come forma di allenamento alla vita, esercizio di autoironia, occasionale malinconia: non dimenticheremo questi diciotto anni. Il tifo nella sua forma migliore - c'è anche l'altra, becera e rancorosa - è una fantasia colorata."
"Corriere della Sera", 8 agosto 2013

Ombre cinesi


Guido Santevecchi 
La nazionale e la sindrome dei perdenti
L'ultima impresa in senso negativo è stata la sconfitta in casa 1-5 con la Thailandia. Ingiustificabile per la nazionale cinese di calcio, tenendo anche conto che gli avversari schieravano la Under 21. Guidati dal tecnico spagnolo Antonio Camacho, i rossi quest'anno sono stati eliminati dai Mondiali 2014, hanno perso anche con l'Uzbekistan, sono riusciti a battere solo il povero Iraq, costretto a giocare in campo neutro, ridotti in 10 da un'espulsione. E il gol cinese è venuto durante i minuti di recupero. Eppure la squadra costa più del Brasile: Camacho si porta a casa 11 (undici) milioni di dollari a stagione.

"Corriere della sera", 3 luglio 2013
Vedi anche, ivi, Le ombre sulla crescita cinese (La locomotiva rallenta, crolla la fiducia nel «Made in China»)

Il Brasile scopre i nuovi conflitti


Aldo Cazzullo
Il Brasile dei Mondiali e l'Olimpiade adesso scopre i nuovi conflitti
Il Brasile aveva la sua prima vetrina mondiale da superpotenza. Il lungo governo illuminato di Lula, Dilma la «presidenta» al 57 per cento dei consensi, l'ingresso nel cuore della storia. Una retorica - con un robusto fondo di verità come in ogni retorica - infranta dalla bordata di fischi che ha accolto la Rousseff all'inaugurazione di Rio. Nelle due settimane successive il gradimento della leader si è dimezzato, la Coppa delle Confederazioni è divenuta la «Coppa delle mobilitazioni», e il Paese di «ordine e progresso» ha dovuto affrontare con imbarazzo crescente di fronte all'opinione pubblica globale un'impressionante esplosione di rabbia. E la rivolta popolare segue il più lungo periodo di crescita economica della storia brasiliana.

"Corriere della sera", 1° luglio 2013

Biomeccanica di una finale di Champions


Sandro Modeo
Borussia Dortmund-Bayern Monaco
Biomeccanica della finale di Champions
Squadre di «giganti», ma da metà campo in su bavaresi più possenti: per chiudere la morsa (ed evitare le ripartenze)

A seguire il promo di Bayern-Borussia o BM-BVB - insieme visionario e ironico - l’inedita finale di Champions è soprattutto una tecno (o cyber) sfida, tra due avanguardie simmetriche e opposte di un movimento calcistico che sta provando a diventare nuova egemonia. L’unico rischio è che la prevalenza di questa dimensione tecno o cyber - innegabile - possa velare o criptare le altre, storico- sociali e antropologiche, nascoste nelle pieghe della sfida. Che possa cioè far dimenticare, ad esempio - a contrappunto dell’ambiguo sottofondo dei Rammstein - il comune tratto tragico dei due club dopo il golpe hitleriano nel ’33, con il presidente e il tecnico del Bayern deportati in quanto ebrei, e il presidente e due membri del Dortmund (questi ultimi colpevoli di volantinaggio anti-regime) giustiziati. O che possa confonderne, al contrario, le diverse identità legate ai relativi länder: la distanza tra una Baviera conservatrice e cristiano-sociale (nonostante i molti sindaci Spd del capoluogo) e una Westfalia operaia e socialista (nonostante infiltrazioni neonazi anche nella curva giallonera, peraltro puntualmente rigettate, com’è successo quest’anno nella partita con l’Hannover 96).

"Corriere della sera", 24 maggio 2013

Il catenaccio di Bersani


Matteo Renzi
"Gli italiani devono sapere che noi abbiamo un'idea diversa non solo su chi deve essere l'allenatore, ma anche sulla tattica, sulla squadra, sulla formazione. Se vinciamo noi non mandiamo solo in tribuna qualche vecchia gloria (concetto che spero ormai sia passato), ma anche il modo catenacciaro di vivere il centrosinistra"

28 novembre 2012

Aung e Roberto


L'appello della leader birmana, Aung San Suu Kyi, a Roberto Baggio
Ai giovani ha parlato di "passione, gioia, coraggio, successo, sacrificio" e ha concluso dicendo "abbracciate i vostri sogni e seguiteli. È quello che auguro a tutti voi e ai miei figli".
2013 | RAI | Festival di Sanremo | Video

Make THE Difference


Panyee FC, Thailand
The story (dated 1987) shown in the spot of TMB Bank of these children of a Thai fishing village who invent "football on lake dwelling" is the most beautiful lesson of sport as a universal language, one which can even transcend physical barriers. What is more, the Paynee since then has gradually become one of the leading youth clubs in Thailand
2012 | TMB spot | The LSDP Top 100 Sports Thinkers of 2012

Il calcio neoliberista


Tommaso Pellizzari
Palloni sgonfiati
Nel calcio neoliberista i ricchi sempre più ricchi. E i poveri restano ultimi

"La Lettura", 27 maggio 2012